Grafica con titolo “Nuova legge sul gioco online” e logo Play Smart Poker in stile neon blu e rosso, simbolo del dibattito sui nuovi limiti di spesa e tasse.

Nuova legge sul gioco online: limiti di spesa e tasse più alte, la community del poker si interroga

Dal 2026 arrivano limiti più severi ai volumi di gioco e un aumento della pressione fiscale sul GGR

La riforma del gioco online è ormai realtà, e i primi effetti iniziano già a farsi sentire.

Secondo le nuove linee guida, che entreranno pienamente in vigore nel maggio 2026, le piattaforme autorizzate come Sisal e PokerStars stanno introducendo limiti settimanali di spesa e volume di gioco molto più stringenti rispetto al passato.

In alcuni casi, i nuovi contratti presentano massimali di 20.000 euro a settimana, una cifra che, per i giocatori più attivi dei tavoli NL500 e NL1000, può rappresentare una singola sessione di gioco. Non è ancora chiaro se questi limiti potranno essere personalizzati su richiesta o se verranno applicati in modo uniforme a tutti i conti di gioco, ma il cambiamento ha già generato forte dibattito nella community.


Una misura contro la ludopatia o un freno all’attività professionale?

Secondo le prime interpretazioni, la ratio della norma sarebbe quella di tutelare i giocatori e contrastare fenomeni di gioco compulsivo, stabilendo una soglia massima di “movimento” settimanale — cioè l’ammontare totale di denaro che può transitare nei tavoli, indipendentemente dalle vincite o dalle perdite.

Tuttavia, questa impostazione rischia di penalizzare proprio i giocatori professionisti, abituati a gestire volumi di gioco elevati e bankroll proporzionati ai livelli affrontati.
In pratica, un grinder di medio-alto livello potrebbe raggiungere il limite settimanale dopo poche ore di gioco, venendo di fatto bloccato per il resto della settimana.


Aumenta anche la tassazione sul GGR

Un altro punto critico della riforma riguarda l’aumento della pressione fiscale sul GGR (Gross Gaming Revenue):

  • +5,5 punti percentuali per il poker online,

  • +2,5 punti percentuali per le scommesse sportive.

Questo significa che gli operatori dovranno versare una quota maggiore allo Stato sulla rake lorda, anche se non è ancora certo che ciò si tradurrà in un aumento della rake effettiva ai tavoli.
Molti addetti ai lavori ritengono che le room cercheranno di assorbire parte dell’aumento per non compromettere la competitività del mercato .it, già messo a dura prova dal calo dei margini.


Un equilibrio ancora tutto da trovare

La nuova legge sembra voler spingere verso un modello di gioco più controllato e “sano”, ma le modalità di applicazione destano molte perplessità.
Se i limiti di spesa settimanali dovessero restare fissi per tutti i giocatori, i livelli medi e alti rischierebbero di svuotarsi, con una conseguente riduzione del traffico, della rake generata e, in definitiva, dell’intero ecosistema del poker online italiano.

Come sempre, la speranza è che il legislatore riesca a trovare un equilibrio tra tutela del giocatore e libertà di gioco, senza danneggiare chi ha fatto del poker una vera professione.


Fonti